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13 Giu

IL PALOMBARO LUNGO

La capacità dell’uomo, nel corso dei millenni, di saper adattare il territorio materano alle proprie necessità ha permesso la costruzione, tra le altre cose, di un efficacissimo sistema di raccolta e conservazione dell’acqua, quest’ultimo bene di prima necessità indispensabile per vivere. Le abitazioni dei Sassi ospitavano al loro interno numerose cisterne, alimentate da un complesso insieme di condotti scavati nel tufo. Oltre alle cisterne in casa, in alcune aree sono nate delle grandissime cisterne che consentivano l’approvigionamento a più abitazioni o edifici tramite dei pozzi. Il Palombaro Lungo, situato nella centralissima piazza Vittorio Veneto, è la più grande cisterna idrica di Matera, la cui realizzazione risale al XIX secolo. Alta 15 metri circa, con una capienza di circa 15 milioni di litri di acqua, si estende sotto la piazza principale della città e serviva in passato per fornire l’acqua a tutti gli edifici del “piano“, raccogliendo l’acqua piovana e quella proveniente dalla fonte naturale sulla collina del Castello Tramontano, detta collina di Lapillo. La struttura è stata, nel corso degli anni, modificata ed ampliata, per poi essere sepolta sotto la pavimentazione della piazza. Il percorso guidato all’interno consente di esplorare le viscere della cisterna, comprendendo anche la base di una torre Aragonese, che in principio doveva far parte delle mura della città come commissionato dal Conte Tramontano, ed il mercato medioevale. Questo antico ma efficace sistema di raccolta idrico cittadino è stato tra gli aspetti più significativi che hanno determinato l’inclusione dei Sassi di Matera tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità UNESCO nel 1993.

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