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13 Giu

PALAZZO LANFRANCHI

Palazzo Lanfranchi, progettato e realizzato dal frate Francesco da Copertino su commissione del vescovo Vincenzo Lanfranchi, fu edificato tra il 1668 e il 1672 per assolvere alla funzione di Seminario diocesano; costituisce il primo rilevante segnale di uno sviluppo urbano che dalla fine del Seicento iniziò a proiettarsi oltre i Sassi.
Nel 1864 fu espropriato e destinato ad accogliere il liceo classico, dove, tra il 1882 e il 1884, insegnò Giovanni Pascoli. Attualmente è sede del Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata.

Lo sviluppo architettonico dell’edificio incorporò in maniera organica la preesistente chiesa del Carmine. Un cornicione marcapiano divide la facciata in due parti: in quella superiore vi sono lesene con capitelli e 9 arcate ornamentali, la più grande delle quali accoglie una finestra-rosone; in quella inferiore oltre ad alcune lesene, vi sono 5 statue allocate in altrettante nicchie: procedendo da sinistra sono rappresentati San Nicola, la Madonna del Carmine in alto sul portale, San Filippo Neri, San Giacinto e San Bartolomeo. Tra queste ultime due si apre una finestra, al di sopra della quale è riportato lo stemma del vescovo Lanfranchi.
Sulla sommità della facciata, in posizione asimmetrica, è collocato un frontone con orologio.

Attraverso una scalinata si accede all’interno e ci si affaccia sul chiostro secentesco. Lungo le pareti del porticato sono collocati i busti che rappresentano gli artefici principali della realizzazione di questo edificio, in particolare i tre vescovi che si sono succeduti durante il periodo di ideazione e definizione della struttura: il Lanfranchi, il del Ryos Culminarez e il Brancaccio, oltre al busto del conte Malvinni Malvezzi che contribuì economicamente.

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